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16 September 2026Il Tarassaco (Taraxacum officinale) è un fiore perenne, tipico dei climi temperati e cresce spontaneamente
ovunque: sul ciglio delle strade, ai margini dei campi coltivati, nei prati, in zone sia pianeggianti, che collinari e montuose, fino a un’altitudine di circa 2000 metri. Il Tarassaco è chiamato anche Dente di Leone, per la forma seghettata e dentellata delle sue foglie, o soffione, perché la sua infruttescenza crea sfere di semi leggeri che tutti i bambini, e non solo, amano soffiare via leggeri come fossero bolle di sapone di Madre Natura, ancora, piscialletto,
per le sue proprietà diuretiche e anche ingrassaporci, perché arato con l’erba diventa cibo per gli animali.
Tarassaco deriva dal greco “tarakè” che significa“scompiglio,turbamento” e da “akos” che significa “rimedio”,
nome che gli fu dato dagli Apotecari alla fine del Medioevo a causa delle sue proprietà medicamentose. Fiorisce ogni anno in primavera, producendo dei bellissimi fiori gialli, molto resistenti e amatissimi dalle api, che ne succhiano il nettare da cui si ricava il pregiato miele di tarassaco.
Nel linguaggio dei fiori, il Tarassaco simboleggia la forza, la speranza e la fiducia.
La leggenda
Quando, in quel terzo giorno della creazione, ordinò alla Terra di produrre erbe e germogli e frutti, Dio ebbe subito la sensazione che queste sue verdi e vigorose creature,
avrebbero potuto contenere e mostrare al mondo tutta la forza e la bellezza del Suo Creatore. Si chiese, però, se sarebbe stato sufficiente.
Lo tormentava il sospetto che l’Uomo, l’altra bizzarra creatura su cui da un po’ aveva messo la testa e che era sempre più deciso a plasmare con le sue stesse mani, avrebbe
avuto un bisogno costante di vedere con i propri occhi la Grandezza di Dio nel creato. Bisognava circondarlo di Bellezza! Sommergerlo addirittura, con ondate di colore e
profumo e forme stupefacenti! Quindi con un dei suoi proverbiali colpi di genio, Dio creò i fiori.
Ne gettò a pioggia sulla Terra e a ciascuno di essi chiese di che colore volesse essere.
Le margherite e le primule mostrarono sin da subito la loro timidezza e scelsero entrambe due tonalità di bianco, un colore discreto. Più vezzosi, i nontiscordardime optarono per un bel
blu acceso e le violette per un lilla intenso. Prese dall’euforia le pensé scelsero l’indaco, il giallo, il nero, il magenta: non riuscendo a rinunciare a nessuno di questi colori, decisero che li
avrebbero tenuti tutti, spargendoli sui petali, come un’esplosione di riso.
L’impresa si stava rivelando complicata, ma Dio non si scoraggiò e continuò a interrogare le sue nuove creature, certo che sarebbe riuscito a soddisfare le esigenze di tutti. Non perse la
pazienza neppure quando toccò alla rosa, che era nata con un alto concetto di sé e pretese di poter sfoggiare tutte le sfumature di rosa, rosso, arancio e persino giallo, in momenti,
luoghi e tempi diversi. Perché si sa, una signora indossa sempre l’abito adatto in ogni occasione.
Dio non vacillò neppure davanti all’esuberanza dei fiori tropicali, il quali si erano evidentemente convinti che nella vita, soprattutto se si vive in una giungla, é meglio non passare
inosservati e scelsero i colori più brillanti che la fantasia di Dio potesse immaginare, costringendolo in alcuni casi ad esagerare.
A sera di quel terzo giorno di Creazione, Dio era piuttosto stanco, ma rimaneva ancora un fiore cui assegnare il colore: il Tarassaco, o Dente di Leone.
Anche a lui Dio chiese di che colore volesse essere, ma quello, nonostante avesse avuto molto tempo per pensarci, non aveva ancora deciso.
Dio se ne stupì perché sapeva che il tarassaco era una pianta semplice, abituata a stare nei campi e destinata a far da minestra ai contadini. Non era tipo da fare i capricci.
“Di che colore desideri essere?” gli chiese di nuovo e quello rispose:
“Ci ho pensato a lungo.” disse “Durante il giorno ho guardato il Sole. È stupendo! Brilla in cielo come una biglia di fuoco giallo, che irraggia luce e forza. Mi ha fatto pensare a Te.
Oh, mi son detto, vorrei essere come il Sole!
Poi è arrivata la Notte, in cielo si é alzata la Luna. È bianca, sai? E perfettamente sferica. Veglia sul mondo nelle ore più buie con la premura di una madre e anche lei mi ha fatto pensare
a Te.
Oh, mi son detto, vorrei essere come la Luna.
Subito dopo, però, ho visto le Stelle: che meraviglia! Riempiono il cuore di speranza e ho pensato:
Ecco, vorrei essere come loro!“
Dio era davvero colpito. Come avrebbe potuto deludere quella sua creatura, così capace di stupirsi della Bellezza del Creato? Con un’altra delle sue trovate, fece in modo che il fiore di
Tarassaco fosse prima Giallo come il Sole, poi Bianco e rotondo come la Luna, e quando il vento lo accarezza (o un bimbo lo soffia!) si trasformasse in mille Stelle fluttuanti nell’aria,
sulle quali ancora oggi è possibile esprimere desideri!
L'evoluzione

Il tarassaco nasce timido, quasi nascosto tra l’erba,immezzo alla strada , tra le pietre ... come un sentimento che ancora non osa mostrarsi. All’inizio è un piccolo sole dorato, caldo e luminoso, che si apre alla luce con semplicità: è l’innamoramento, spontaneo e pieno di meraviglia.

Poi, lentamente, quel giallo intenso si trasforma. I petali si chiudono, il fiore cambia, si raccoglie in sé stesso come a custodire qualcosa di prezioso. È il tempo della crescita, della scoperta reciproca, di un amore che mette radici profonde e silenziose.

Infine, il tarassaco diventa una sfera leggera, perfetta e fragile solo in apparenza. Basta un soffio e i suoi semi si librano nell’aria, danzando verso nuovi orizzonti. È l’amore maturo, che non trattiene ma libera, che si affida al vento con fiducia, portando con sé sogni, promesse e desideri.
Curiosità
Il tarassaco è legato al mito di Teseo e del Minotauro. Siamo a Cnosso, sull’isola di
Creta, nel periodo del regno di Minosse, antico sovrano i cui natali affondano nella
leggenda. Proviamo a fare un piccolo riassunto: Minosse, figlio di Zeus ed Europa,
sposa Pasifae, che in seguito ad un’offesa fatta ad Afrodite viene maledetta e
indotta ad innamorarsi di un toro. Nasce così un figlio mostruoso, metà uomo e
metà toro, il Minotauro. Minosse lo imprigiona in un labirinto fatto costruire
dall’architetto Dedalo e, per sfamarlo, impone alle città sotto la sua dominazione
un tributo annuale di sette fanciulle e sette giovani. Un anno, però, tra loro viene
condotto il principe di Atene, Teseo, che non vuole arrendersi al tragico destino.
Teseo seduce la figlia di Minosse, Arianna, e le promette di condurla in Grecia.
Arianna gli dona così un lungo filo, per segnare la via per uscire dal labirinto.
Leggenda vuole che Teseo mangiò per trenta giorni soltanto fiori di tarassaco,
tanto da diventare così forte da riuscire ad affrontare e sconfiggere il Minotauro: il
giovane riuscì infatti ad ucciderlo e a scappare dal labirinto.
Proprità
Tutte le parti della pianta escluso il fiore contengono un latticebianco (tarassicina) da cui deriva un sapore tipicamente amaro. Le foglie e soprattutto le radici hanno proprietà antiscorbutiche, aperitive, digestive, diuretiche nonché lassative. Le radici carnose si scavano in autunno e a fine inverno.
Tarassaco Wedding Event Planner logo
La semplicità, la bellezza, l’evoluzione. Il tarassaco racchiude in sé tutto questo, ma per me è diventato molto di più: è diventato un simbolo, l’anima stessa della mia visione. Questo fiore così leggero e autentico, capace di nascere ovunque e di trasformarsi con grazia, racconta perfettamente ciò in cui credo: che le cose più belle non hanno bisogno di essere costruite, ma solo riconosciute, curate e lasciate fiorire. Proprio come l’amore. Per questo ho scelto il tarassaco come logo della mia attività di wedding planner. Non un’immagine qualsiasi, ma qualcosa di unico, vivo, personale. Ho voluto che fosse disegnato a mano, dipinto con sensibilità da un’artista della mia zona, a cui ho raccontato la mia passione per questo fiore, le sue leggende, il suo significato profondo. Da quel racconto è nato un progetto: un segno delicato ma pieno di vita, capace di rappresentare non solo un’estetica, ma un modo di sentire. Quel logo parla di me, di come vedo i matrimoni e la vita: fatti di dettagli sinceri, di emozioni vere, di bellezza che nasce spontanea, anche nei luoghi più inaspettati. Perché, proprio come il tarassaco, credo che ogni storia d’amore abbia la forza di crescere, evolversi e lasciare andare i propri sogni nel vento… trovando sempre il modo di fiorire. Giada








